Tav-Val di Susa
Globalizzazione: che business!
Società Rocksoil della famiglia del Ministro Lunardi
più Cooperativa Muratori e Cementisti - CMC di Ravenna
già diretta da Pierluigi Bersani (DS) cioè:
“Compagni di merende”
All’inizio, come molti cittadini, eravamo rimasti convinti che il coro unanime della Destra vecchia con la Destra nuova fosse il frutto della necessità di dare infrastrutture moderne al Paese, ma poi un’analisi più attenta della realtà ha portato alla scoperta della nuova Tangentopoli globalizzata, che investe Banche, Imprese, e Partiti.
Il tutto parte da una balla cosmica che deve nascondere l’unico scopo di queste vicende il business, e cioé, per dirla con Bersani: “ raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile...opere che partono.... dai grandi assi di comunicazione continentale.... (naturalmente), che garantiscano sia la partecipazione, sia la decisione” (vedi Val di Susa). Bersani, convinto di essere un economista, si è messo a fare il profeta della globalizzazione.
Ora, ma di quali “infrastrutture moderne” si ciancia quando il Paese è a pezzi per responsabilità cinquantennale di tutti i padroni e di tutti i politici chiacchieroni.
Dove i parassiti del “bonton” scappano con il bottino nel nuovo far west della forza lavoro (Romania, Vietnam, ecc.); mentre lo Stato parassita si dedica all ‘ inciucio degli appalti, l’agricoltura è comatosa e Partiti e Sindacati sono ridotti all’economia della tangente? Quando strade, ferrovie e ponti risalgono al periodo napoleonico e franano alla prima rugiada.
Berlusconi, Lunardi, Bersani, Fassino e sottoposti (un esercito) fingono di credere alla “globalizzazione”, come se essa portasse ad uno sviluppo economico democratico e orizzontale, di tutte le regioni del mondo, per tutti i popoli.
E qui si svela la solita truffa degli sfruttatori e dei preti in tonaca “rossa”: far passare il modo di sfruttamento delle ricchezze e delle nazioni, come un nuovo progresso nell’interessi di tutti.
Potremmo citare una biblioteca di opere di esperti di Destra e “Sinistra” che dimostrano (Lester C. Thurow, Eduward N. Luttwak, -Destra-, George Soros, Jeremy Rifkin, Gregory J. Millman, Walden Bello -“Sinistra”- ), ecc., ecc., come la globalizzazione clintoniana serve solo e unicamente al profitto dei monopoli transnazionali, i quali stanno trasformando il mondo intero in una landa desertica, dove sopravvivono poche isole fortificate del Know-how, di industrie automatizzate, dove solo il 20% della popolazione mondiale troverà lavoro (e parziale) e l’agricoltura è nelle mani transgenetiche della Monsanto.
Ora, di quali “assi di comunicazione continentale” blatera “l’economista” Bersani? Intende quelli che servono alle “multinazionali”?
Certi politici che vivono alla giornata, da Berlusconi in giù, sono convinti che l’unica politica possibile per non essere travolti sia “cavalcare la globalizzazione”.
Questi pinanha della società hanno fretta di fare business, ma noi del popolo abbiamo una secolare pazienza, ed ora avvertiamo proprio con la “globalizzazione” che siamo arrivati alla resa dei conti: questo dimostra la Francia, Scanzano, la Val di Susa, i moti razzistici in Australia, il fascismo al potere negli USA e via dicendo.
Voi ci avete affondato la “nave” del socialismo, e noi vi stiamo aspettando sulla riva del fiume.
La “globalizzazione” non ha alcun progetto razionale di sviluppo, ma porterà solo miseria e guerre civili; le “Grandi opere” sono solo cattedrali nel deserto che non avranno alcun ritorno nel sociale (a parte le tangenti).
La classe politica borghese in Italia e nel mondo è al carro del “vincitore”, della banda criminale del Pentagono. Essa non ha ne può avere una politica economica alternativa alle “multinazionali” anglo-americane, giapponesi, ecc; non ha la forza e la volontà di concepire uno sviluppo sociale di giustizia e rispetto del mondo del lavoro, dell’ambiente e di pace.
La “globalizzazione” è violenza, disprezzo dell’ umano, è la ragione del più “forte”.
Ma torniamo in Val di Susa dove c’è amianto e uranio per tutti.
L’appalto, “mettersi il cuore in pace tanto il traforo si farà” (Pietro Lunardi) è di 84 milioni di euro, per un tunnel di 53 Km sotto il masssiccio montuoso di Ambin.
La Rocksoil (famiglia Lunardi) farà i “sondaggi” in territorio francese, mentre la Cooperativa “rossa” Cmc di Ravenna farà i “sondaggi” in territorio italiano. Mentre Lunardi, sull’esempio di Silviuccio, ha ceduto ai figli la società per raggirare il conflitto di interessi (ma non siamo tutti in Europa ?), Bersani ha “lasciato” da tempo la Cmc.
Il più lungo tunnel ferroviario del continente, detto “Corridoio 5” a detta di autorevoli esperti, non avrà mai né merci né passeggeri sufficienti a giustificare un’opera che costerà come quattro ponti sullo Stretto. Nella più rosea previsione sarà terminata nel 2023, con tempi che certamente si dilateranno del 20% secondo il Politecnico di Milano.
Il tunnel sotto la Manica è costato meno di quello di Lunardi e Bersani (13 miliardi) ed è fallito già due volte, per mancanza di traffico.
Per venti anni i valsusini saranno esposti a inquinamento ambientale a causa dello “smarino” (amianto) e dell’uranio estratto, in quanto i detriti (che non si sa a chi rifilarli) ammonteranno a oltre 15 milioni di metri cubi, come dieci piramidi di Cheope.
Lunardi, detto da alcuni, “Topo gigio” per la sua passione per tunnel, gallerie, buchi e tane, fa previsioni ottimistiche, alcuni suoi collavoratori parlanp di convogliare su rotaia merci per 100 milioni di tonnellate l’anno. Prevedendone però 40 milioni, ci vorrebbero 350 treni al giorno, uno ogni 4 minuti, alla velocità di 120 Km/ h., alternati a treni passeggere a 220 Km all’ora.
Peccato però per i “Compagni di merende” che il traffico ferroviario transalpino sia in calo costante da anni, fatta eccezione per Sempione e Gottardo; che il 70% delle merci che passa dal Frejus non corre lungo la direttrice est-ovest ma quella nord-sud: Digione, Bruxelles, Londra.
La “grande opera” Lisbona-Kiev è una bufala giacchè la Spagna, che necessariamente si dovrebbe attraversare ha un sistema ferroviario con uno scartamento totalmente diverso dal resto d’Europa.
Senza dimenticare che dopo Trieste non c’è ancora traccia di una vaga idea di binario.
Parlare poi di traffico di persone in un’epoca in cui un biglietto di aereo low cost costa meno di quello ferroviario, senza calcolare il tempo di percorrenza dato che il treno andrà al massimo a 120 Km/ h visti gli ingorghi inevitabili a Milano e Torino.
Per ora ci fermiamo qui senza entrare nelle biografie giudiziarie di “forzisti”, “camerati” (Ugo Martinat), “compagni”, che in Italia sono un’armata.
Un’ ultima considerazione: le ferrovie italiane nel loro complesso sono costate, in 15 anni quanto il Progetto Apollo agli USA. E non abbiamo mandato nessuno sulla Luna.
Globalizzando
Val di Susa: "Io ne ho viste di cose....
che voi politici non potreste immaginarvi. Treni interminabili,
vuoti e abbandonati in fiamme, rifugio di tribù galliche in via d'estinzione,
al largo dei bastioni di Torino. Sterminate comitive
di turisti ukraini in delirio, dopo giorni di viaggio, per essere
giunti nella patria della Juve, sventolare la bandiera
di Gengis Khan. E ho visto i raggi di uranio e amianto balenare
nel buio vicino alle porte di Tannhasuer, e tutti quei momenti
sublimi andranno perduti nel tempo e a fondo valle, come lacrime
nella pioggia.
Ma ora è tempo di lottare, prima di morire".