Sesta pagina de la nostra lotta giugno 2007
inquinando le coscienze, per imporre modi di pensare, di vestire, di consumare, mercificando sentimenti, sesso, etica. Dicono che siamo liberi e tutti siamo Nike, Puma, Nokia, etc., tutti mangiamo Barilla, beviamo Coca Cola, etc.
Dov’è la libertà ? Ci dicono (da 50 anni) che il comunismo è morto, ma chi è l’assassino ?, si nasconde forse a Washington o in Vaticano, o nella sifilide trotzkjista?
Non è stato il socialismo di Lenin e Stalin ad esse re sconfitto, ma l’opportunismo riformista e nazionalista; non è stato il pensiero di Gramsci a liquidare la rivoluzione in Italia, ma il togliattismo. Sono stati gli eredi della II° Internazionale revisionista, da sempre infiltrati nel movimento operaio, a sostenere la teoria che il comunismo sarebbe il frutto graduale dello sviluppo pacifico solo delle forze della produzione, che il problema era unicamente di competere con il modello economico e sociale capitalistico. Sociali che corrispondono ai rapporti di produzione capitalistici, per il sovvertimento di tutte le idee che germogliano daqueste relazioni sociali.
Se questo non viene fatto la dittatura del proletariato viene rovesciata anche se giuridicamente fabbriche, terre e immobili sono del popolo.
“E Dio mi disse: George, invadi l’Iraq”, questo ha dichiarato il Presidente USA ad una delegazione palestinese ai primi di Ottobre 2005. Che dire di un simile “pensiero”? E’ una bella domanda. Il comunismo sarebbe morto, il marxismo-leninismo cancellato come i geroglifici inneggianti ad Akhenaton , mentre la Storia la deformano i “vincitori” e la ribalta è occupata da campioni dell’etica come Wolfowitz, Cheney, Rumsfeld, Tony Blair, Berlusconi, Sharon, Putin, D’ Alema, etc., etc.
C’è chi dice che la Storia è finita, che le ideologie sono morte (anche quella capitalistica ?); e chi, come il boys della hitlerjugend, che vuole riportarci alla teoria della creazione e ci minaccia con Che il pensiero è una forma della materia come la luce e l’energia. Tutte le cariatidi del vecchio mondo negando il cambiamento rivoluzionario della realtà hanno seppellito il marxismo-leninismo, la dialettica marxista come scienza delle Leggi più generali dello sviluppo della natura, della società umana e del pensiero. I vecchi e nuovi socialdemocratici europei sono acerrimi e dichiarati nemici del comunismo e quindi del materialismo dialettico e storico che costituiscono la base teorica della nuova società e del partito dei rivoluzionari.
Così Stalin indicava i quattro tratti essenziali della dialettica:
1) Nesso generale e interdipendenza dei fenomeni
2) Movimenti e cambiamenti
3) Passaggio da cambiamenti quantitativi in qualitativi
4) Sviluppo come lotta degli opposti.
Questa concezione dialettica della realtà che cambia eternamente è fondamentale per la militanza dei comunisti, in quanto la sovrastruttura politica è una forza eccezionalmente attiva. I reazionari come Ratzinger e annesso “Sacro” Collegio sono in trincea contro ogni forma di progresso,per questo sono contro il principio che: “non vi è nulla di assoluto ma è tutto relativo”.
.Oggi tutto il mondo è in questa situazione, pur con sviluppi diversi e ineguali, e se noi siamo stati sconfitti non rimane altro che ricominciareda capo. E’ per opporci ai signori del denaro e della guerra, del razzismo e dell’oscurantismo, per continuare a costruire le nuove leve della rivoluzione sociale che pubblichiamo questa opera che raccoglie oltre agli scritti filosofici di eminenti comunisti, anche un breve



saggio di economia politica.
Ubaldo Buttafava ( ampi stralci)