Sessanta anni fa fu fermato il nazifascismo
L’insegnamento
delle armate staliniane
Gli eventi della seconda guerra mondiale sono una fonte inesauribile di insegnamenti per le prove che i popoli dovranno affrontare in futuro, nella lotta per la libertà e il socialismo.
Come è noto l’imperialismo mondiale con 40 milioni di disoccupati era incapace di uscire dalla crisi economica che si trascinava dal 1929.
Mentre, fino a conflitto iniziato, i monopoli anglo-americani continuavano ad avere rapporti stretti e formidabili interessi con la grande industria tedesca chimica e dell’acciaio per volontà del clan Bush nonno, dei nobili Astor, del gruppo di Cliveden, le oligarchie cercavano in ogni modo di spingere l’imperialismo tedesco contro il Paese dei Soviet.
Il Partito Comunista diretto da Stalin seppe temporeggiare con la belva nazista, accettando la proposta tedesca di un Patto di non aggressione ( e non di alleanza come chiesto da Hitler) visto che la Gran Bretagna rifiutava in modo subdolo l’unità d’azione con Mosca.
Stalin seppe dividere l’imperialismo mondiale e preparare le forze per affrontare il più potente esercito di guerra mai visto nella storia.
Ma la vittoriosa Armata Rossa fu il frutto di un sisterma sociale in continuo sviluppo economico, culturale e tecnico scientifico, dell’unità politico-morale delle moltissime nazionalità dell’immensa Unione Sovietica, del ruolo centrale dei lavoratori e dei comunisti russi educati al patriottismo e all’internazionalismo proletraio.
I piani del capitalismo mondiale che dal 1917 miravano a distruggere l’URSS, fallirono anche per la solidarietà dei popoli del mondo verso il socialismo e la figura ciclopica di Stalin.
Questo internazionalismo è un esempio di ciò che bisogna fare per combattere le grandi potenze oggi, della necessità di una nuova Internazionale leninista della classe operaia e dei popoli.
La divisione del nemico imperialista e la creazione di un Fronte mondiale di tutte le forze rivoluzionarie e progressiste portò dopo il 1945 al crollo del vecchio colonialismo e all’instaurazione di molte democrazie popolari, alla creazione del grande Campo Socialista che dal cuore dell’Europa (Berlino) arrivava alla Corea.
L’esperienza sovietica di Lenin e Stalin ha dimostrato che un nuovo mondo può nascere solo dalla lotta di classe, da una pratica politica fondata sulla scienza e sui grandi valori etici. Per questo Stalin fondò il Cominform per dar vita e seguire la crescita di forti Partiti comunisti e Movimenti nazionali democratici (Cina, Viet Nam, Corea, India, Egitto, Siria, Iran, Europa occidentale, ecc.)
Per questo noi lanciamo oggi la parola d’ordine: “ CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE IMPERIALISTA, INTERNAZIONALE LENINISTA”
Il fiume della storia affidò ai popoli dell’ex impero zarista il compito di realizzare la prima esperienza socialista, che per mezzo secolo ispirò il mondo intero.
Purtroppo la Storia cammina a spirale, come la grande rivoluzione borghese del 1789 ebbe il suo termidoro bonapartista, così la rivoluzione bolscevica ebbe il suo termidoro kruscioviano, che dilagò ovunque. Comunque, è grazie alle rivoluzioni che avanza il progresso e si costruirà una società evoluta, di liberi e uguali, cioè comunista, senza la proprietà di pochi sui beni comuni della produzione (fabbriche, terra, tecnologia, scienza), senza il parassitismo delle oligarchie finanziarie che in media assorbono oltre il 50% della ricchezza creata ogni giorno.
Il termidoro kruscioviano aveva le sue profonde radici nell’arretratezza economica e culturale del Paese, nell’immane olocausto di 30 milioni di cittadini sovietici ad opera del nazismo, nei limiti dell’intellettualità rivoluzionaria ben evidenziati dai vari Bogdanov, Trotzkji, Bucharin, Jaruscenko, ecc. Per questo la fondamentale raccomandazione di Stalin del 1952 sulla necessità della continua lotta di classe nel socialismo per avanzare verso il comunismo, per evitare il termidoro controrivoluzionario, il ritorno al capitalismo, fu ignorato da Krusciov e soci. Ma ora il compito è passato nelle mani di tutti i popoli per questo gli oligarchi hanno concepito la globalizzazione economico-militare.



Marina Grysun
(Parole scritte con il sangue sulle pareti della cella)
“ Io sono la ragazza del Konsomol Marina Grysun, uccisa dai tedeschi il 28 Luglio. Amici e compagni, vendicatemi, vendicate tutti coloro che sono periti per mano dei tedeschi. Voi potete farlo con voi c’è Stalin”.
Marina nasconde e cura tre soldati dell’Armata Rossa rimasti isolati, scrive manifesti incitanti alla lotta, organizza la resistenza fra i giovani.
Fatta prigioniera dai tedeschi nel 1941 viene orribilmente torturata e fucilata nel Luglio del 1941.
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