"Povero Fausto"
"Povero Fausto", direbbe il comico Cornacchione, si è lanciato nell' ennesima provocazione anticomunista.
Ma per l' onorevole poltrona e un pugno di voti si può vendere tutto.

Non contento di osannare il Papa, di buttare Lenin al macero, Bertinotti continua nel suo rosario contro Stalin. Lui, che non è nessuno e che niente ha fatto e farà per la classe operaia e per il nuovo mondo possibile: il comunismo.

"Povero Fausto", è perseguitato dal truce georgiano con i baffoni e di notte ha gli incubi. Sogna Stalin mentre perseguita (espropria) i kulaki (i ricchi proprietari terrieri), mentre annienta le orde naziste della civilissima Europa e lo vede a cavallo mentre estende il socialismo da Berlino alla Corea.
Ma bisogna capirlo il "Povero Fausto" egli è il nuovo Crociato della pace in terra, di un Paradiso planetario senza più quella "terribile" esperienza del potere di una classe, della dittatura del proletariato.
E' vero, per sua stessa ammissione, lui non è mai stato comunista, per questo "non ricorda" la ciclopica opera quarantennale di Stalin, che ha portato la Russia dalle lanterne a petrolio agli sputnik.
Però, questo politico viandante parlamentare, si ricorda molto bene del compare trotzkjista Nikita Krusciov, di colui che nel 1956 liquidò la dittatura dei lavoratori; allora la memoria gli torna.
Nella disperata caccia alla poltrona questo giocoliere senza principi vuole carpire la fede di coloro che vogliono un mondo senza sfruttamento e ricchi sciacalli.
Le immorali "operazioni" del "povero Fausto", che non sa più a che santo appellarsi, offendono la memoria di centinaia di milioni di persone che diedero l' assalto al cielo. Deve essere dominato da delirio senile e dall' inconsco terrore di non essere nessuno.
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