- Mozione contro il progetto di risoluzione anticomunista all'APCE
- Noi, firmatari, indipendentemente dalle nostre opinioni sugli ex paesi socialisti, facciamo appello ai Parlamentari dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) a rigettare il progetto di risoluzione anticomunista, chiamato "Necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi comunisti totalitari".
- No al Maccartismo europeo
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- L'Europa s’incammina sulla strada del Maccartismo come gli Stati Uniti una cinquantina di anni fa? Si ucciderà la libertà di espressione e di organizzazione ?in nome della democrazia??
Il 14 dicembre 2005, a Parigi, la Commissione delle questioni politiche dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) ha adottato un progetto di risoluzione, introdotto da Göran Lindblad del Partito Popolare Europeo/Democrazia Cristiana (PPE/DC), intitolato ?Necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi comunisti totalitari?. Questo progetto, dovrebbe essere sottoposto alla sessione plenaria dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa che si terrà dal 23 al 27 gennaio 2006.
Tra quelli che hanno approvato il progetto, ci sono dei parlamentari di paesi che non esitano ad incarcerare i dirigenti dei partiti e dei movimenti popolari, chiudendo gli occhi sulla restaurazione dei simboli hitleriani e tollerando l'impunità degli ex criminali di guerra.
Questo progetto non mira a condannare gli autori di atti riprovevoli, ma a stigmatizzare l'insieme del movimento e dell'ideologia comunista che avrebbe ?dappertutto ed in tutte le epoche dove è stata applicata, sia in Europa sia altrove, sfociato in un terrore di massa, in crimini e violazioni dei diritti umani su larga scala?. Il progetto nega così che l'ideologia ed il movimento comunista fanno parte della storia del movimento operaio e del progresso sociale e criminalizza un pensiero progressista ereditato dal Secolo dei Lumi e che aspira al cambiamento sociale, economico e politico.
Il progetto nega anche il ruolo determinante dell'Unione Sovietica e del movimento comunista nella lotta contro l'orrore nazista. Ricordiamoci delle parole di Albert Einstein quando la macchina nazista, fino ad allora invincibile, era stata fermata a Stalingrado: ?Senza la Russia, questi cani sanguinari, (?) avrebbero ottenuto il loro scopo o, in ogni caso, vi sarebbero stati vicini?.
La risoluzione, se fosse votata, condurrebbe ad una Storia ufficiale, dell'URSS e del comunismo, che paralizzerebbe le ricerche storiche ed impedirebbe un dibattito obiettivo sul bilancio comparativo dei sistemi capitalista e comunista. Aprirebbe la via ad una caccia alle streghe - simile al maccartismo degli anni 1950 - contro i ricercatori che non si sottoponessero a questa storia ufficiale. Dobbiamo assicurare la libertà di ricerca e di espressione degli scienziati contro questa versione europea attualizzata del maccartismo.
La risoluzione pretenderebbe che ?i presunti interessi nazionali non impediscano (?) di criticare i regimi comunisti totalitari attuali (?) in certi paesi del mondo (?) dove dei crimini continuano ad essere commessi?. Criminalizzando così i paesi socialisti attuali, questo progetto di Risoluzione, prepara gli animi alle aggressioni militari di cui li ha già minacciati a più riprese l'amministrazione Bush.
Criticando il fatto che ?alcuni partiti comunisti siano legali ed ancora attivi in certi paesi, mentre non hanno talvolta neanche preso le distanze rispetto ai crimini commessi nel passato dai regimi comunisti totalitari?, il progetto prepara la messa fuori la legge di questi partiti.
Una minaccia per l'insieme del movimento sindacale.
Aldilà del comunismo, il progetto di risoluzione arriva fino a criminalizzare il concetto stesso di lotta di classe, ?utilizzata per giustificare i crimini?. Così minaccia l'insieme del movimento operaio e sindacale in Europa che vuole opporsi oggi alle politiche neo-liberiste.
Per gli iniziatori del progetto, ?la condanna dei crimini commessi gioca un ruolo importante nell'educazione data alle giovani generazioni. Una posizione chiara della comunità internazionale su questo passato potrebbe servirgli di riferimento per le loro azioni future?.
Le popolazioni dell’Europa dell'est sono immerse ora in una miseria mai conosciuta prima. In tutta l'Europa i lavoratori, i giovani in particolare, sono inquieti per il proprio avvenire. La disoccupazione aumenta, le conquiste sociali vengono smantellate, i diritti democratici e sindacali sono minacciati, e le guerre sono riapparse all'interno come all'esterno dell'Europa (Jugoslavia, Afghanistan, Iraq). Questa mozione costituisce un riconoscimento della profondità del rifiuto popolare delle politiche applicate nell'Europa orientale. Rivela peraltro che la strategia degli iniziatori del progetto entra nella logica di una lotta politica di parte e non in quella della ricerca della giustizia. Oggi i comunisti, domani i sindacalisti e gli anti-globalizzazione, dopodomani...?
I documenti ufficiali si possono trovare sul sito dell'APCE
- Potete inviare le firme a: e-mail: jean.pestieau@wol.be
- home page
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