Il sangue dei popoli, degli innocenti, impregna la terra
Guerra, menzogne e retorica fascista
(
Benedetta sia la Santa Crociata per liberare i pozzi
petroliferi dagli infedeli)
Prosegue la strage del popolo irakeno: bambini, donne, villaggi, case, tutto viene spazzato via per mettere finalmente la "democrazia", la "libertà ", il "pluralismo", il "benessere", insomma: la felicità.
Anche l'Italia di Berlusconi e di D'Alema, della Destra e della "Sinistra", dei benpensanti, dei vescovi e degli ipocriti, partecipa alla "Santa Crociata" per liberare i pozzi petroliferi dagli infedeli.
A morire -in tutto il mondo- sono a migliaia, gli afghani, gli irakeni, i ceceni, i kurdi, gli operai nei luoghi di lavoro, gli stessi soldati invasori, non certo "lor signori" prigionieri in luoghi di "pena", nei Palazzi romani e in riservate ville della costa sarda; costretti a "lavorare" nelle colonie penali di Wall Street, in nome del Dow Jones, del Nasdaq, ecc.
I mandanti usano sempre partecipare alle esequie, questo nella Mafia; in politica invece c'è cordoglio e dolore per i figli della Patria; i figli della Confindustria e del Parlamento non ci sono mai.
Chi è il nemico? E' il terrorismo, è lui il maligno che insidia la pace dei nostri figli, le sudate ( ed eccessive) pensioni dei cari nonnini.
Sono i terroristi che pretendono di cacciarci dalle loro terre. Ingrati, noi che li abbiamo irrorati di napal e di bombe intelligenti, donando la pace (eterna) a 11.000 civili irakeni innocenti. Ma si poteva fare diversamente? NO?! Dobbiamo essere riconoscenti ai Re Magi (Bush, Cheney e Blair) per averci liberati da quel dittatore criminale di Saddam Hussein e dalle orde dei Talebani.
Si, è vero, un tempo erano "pappa e ciccia" per fare la guerra all'Iran e ai sovietici, ma poi, tradendo l'ingenuità e il filantropico disinteresse delle tre vergini incontaminate anglo-americane, il dittatore pretese che il petrolio irakeno fosse pagato in euro e non più in dollari, una pugnalata alla schiena.
Che dire poi dei Talebani che -esosi- rifiutarono il 15% dei profitti derivanti dall'oleodotto e dal gasdotto che attraversando l'Afghanistan avrebbero portato all'Oceano Indiano le ricchezze minerarie dell'area del Mar Caspio. La compagnia petrolifera texana Unocal fu presa da scoramento e bene fece Thomas Simons ambasciatore USA a dire il 20 Luglio 2001 -prima del fatidico 11 Settembre del World Trade Center e del Pentagono- ai Talebani: " O accettate la nostra offerta di un tappeto d'oro, o sarete sepolti da un tappeto di bombe".
Un vero missionario questo signor Simons, un veggente della democrazia e della pace.
Ma allora a cominciare la Guerra Santa sono stati i Crociati? Si, ma non per il sangue di nostro Signore, ma per quello degli infedeli e per il petrolio. E visto che in Afghanistan e in Iraq non c'erano armi di sterminio di massa, gli americani, i soliti esagerati, le hanno portate loro, ne hanno scaricato alcune tonnellate per posta prioritaria direttamente in casa di quelle popolazioni barbare che non meritano certo lussuosi funerali di Stato e cori di pianti a reti unificate. Non sono militari o ebrei, ma solo gente comune come noi.
Sorge allora un dubbio. Se è tutta una questione di businnes, di egemonia, di servilismo berlusconiano e catto"comunista", il can can sul terrorismo creato dalle pie "democrazie" con i soliti Servizi Segreti, le solenni parole spese per le vittime di Nassiriya che vedono abbracciati Lega, fascisti, vescovi, Istituzioni, Poli e verdure varie, non solo sono ipocrite e menzognere, ma anche retoriche.
E questa retorica di pace, di Patria, di missioni umanitarie che pretenderebbero di oscurare il Sole con un dito, nascondere cioè la guerra imperialista per gli insaziabili appetiti delle oligarchie criminali e parassite, sta preparando l'avvento di un nuovo fascismo asservito a baby Bush, a lady Tony Blair, a Mussoloni.
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