- Il Parlamento nelle mani della P2?
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- (Pubblichiamo questo articolo del compagno Buttafava (attuale più che mai) scritto nell'Aprile del 2005.
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- Noti politologi da Bocca a D`Avanzo, da Bassanini a Nanìa, si stanno confrontando sulle modifiche fatte dal Governo Berlusconi sulla seconda parte della Costituzione repubblicana e antifascista.
C`é chi si sofferma per analizzare le caratteristiche naif del nuovo Cesare del Capo della Casa delle Liberta` (le sue) e chi analizza i 53 cambiamenti agli articoli costituzionali, cercando di capire il disastro legislativo che, dicono, portera` alla paralisi, per il conflitto fra Regioni indipendenti e uno Stato ultra centralista. Quello che pero` è certo, e che ha confermato il nostro grido d`allarme che da mesi e mesi lanciamo, é che il Piano della Loggia P2 si va realizzando con impressionante similitudine con le mosse del Governo.
Il Presidente della Repubblica perde le sue fondamentali prerogative che passano al capo del Governo il quale potra` sciogliere la Camera, nominare e revocare i ministri, mentre ogni regione potra` creare la propria milizia.
La classe politica (tutta) é nel marasma piu` completo. Nanìa di (AN) esulta per aver “ sostituito i partiti con il governo scelto dal popolo” (televisivo n.d.r.), le molte cariatidi della prima Repubblica (Bocca, Bassanini, ecc.) mentre gridano al pericolo reazionario, invece di mobilitare immediatamente i lavoratori nelle piazze, si sprofondano in bizantini teoremi per ingabbiare la volpe di Arcore. Perché?
Perché la Nuova Destra d`alemiana ha una sola preoccupazione: il Potere e difendere le fette di torta in suo possesso: Banche, Imprese, Giornali, Amministrazioni, Cooperative, ecc. Non é vero che l`ex sinistra difende la democrazia, ed é facile dimostrarlo. Nel 1997 Cesare Salvi era relatore in Bicamerale sulla forma di Governo.
L`allora Pds puntava a una riforma della Costituzione che introducesse il premierato e un sistema elettorale a doppio turno. In Bicamerale la “sinistra” aveva proposto di conferire al primo ministro il potere di sciogliere il Parlamento, sentito il parere del Consiglio dei ministri. Il centrodestra puntava invece sul semipresidenzialismo. Da tutto questo si evince che un conto è la lotta per il potere dei vari Partiti, e un altro sono i piani dell`oligarchia finanziaria internazionale che nel quadro di disegni globali (crolli finanziari, guerre, rivoluzioni) impone soluzioni politiche e istituzionali atte a servire la logica dell`egemonia.
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