Guerra e fine
dell’economia imperialista
di Ubaldo Buttafava
(stralci)
Nessuno lo dice. Tutti fanno orecchie da mercante. Persino le marionette
della politica, che vanno da “sinistra” a destra, evitano di parlarne, anzi, hanno
l’ordine di non parlarne proprio in pubblico !
Ci riferiamo alla possibile, e ahimé molto probabile, crisi economica mondiale
legata al dollaro e all’economia statunitense. Una crisi molto pericolosa, non
solo per il nuovo continente ma anche per tutta la vecchia Europa; ricordiamo
infatti, che il biglietto verde è la moneta di scambio utilizzata per tutte le transazioni
commerciali: una per tutti, il petrolio.
Sarà un amaro dispiacere per coloro che credono ancora al miraggio dell’american
dream, ma questo sogno americano sta per diventare un incubo vero e
proprio.
Quello che non viene detto da nessuno è che il debito americano, inteso
come debito interno ed estero, ha superato di molto quello che all’epoca ha
fatto sprofondare il Paese nella crisi nera del 1929.
Ma snoccioliamo qualche dato: il totale del debito pubblico sommato a quello
commerciale delle corporate USA è arrivato a quota 33mila miliardi di dollari,
che tradotto in numeri corrisponde a 33.000.000.000.000 dollari, e in vecchie
lire: 66.000.000.000.000.000, cioè 66 milioni di miliardi.
Non male come debito, vero?
Questo immenso valore che corrisponde al 294% del PIL, il Prodotto Interno
Lordo, ha superato però anche il record precedente della Grande Depressione
del 1929, che era del 270%. Quindi 76 anni dopo il terribile crollo di Wall
Street, la situazione economica del Paese ha superato di ben 24 punti in percentuale
il rapporto debito/PIL dell’epoca !
Nonostante questi dati, c’è qualcuno che è molto più pessimista: il miliardario
statunitense Warren Buffet (secondo nella classifica mondiale) ha stimato
un buco di ben 180mila miliardi di dollari, pari a 17 volte il PIL.
Capirete a ben donde, che sulla situazione economica di un Paese come gli
Stati Uniti d’America, e cioè del Paese fautore della “democrazia” e della
“libertà”, vige la massima e più assoluta segretezza, o se volete, disinformazione.
Comunque sia, è sotto gli occhi di tutti come, dalla deflagrazione della
bolla finanziaria speculativa della “new economy” all’inizio del 2000 che ha bruciato
letteralmente moneta per 8,5 mila miliardi di dollari, la situazione è
andata peggiorando, proprio durante la politica da far west del texano George
Walker Bush junior. Però è anche vero che è stato proprio il presidente-”guerriero”
a tenere su l’economia con le guerre preventive, perché se la macchina
bellica si dovesse inceppare, per qualsiasi motivo, i nodi verrebbero subito al
pettine. Ecco perché ogni, più o meno 2 anni, si deve mobilitare l’esercito USA!
Abbiamo avuto nel 2001 la guerra in Afghanistan - immediatamente dopo il
crollo delle Torri Gemelle che hanno, guarda caso, sostituito il crollo di Wall
Street -, poi nel 2003 (dopo 2 anni !) c’è stata la guerra in Irak, che continua
tuttora. Per cui se il ragionamento fila, dovremo attenderci quest’anno,
2005, una guerra contro qualche obiettivo militare. Nella lista nera ufficiale
c’era l’Irak (che adesso è una democrazia rappresentativa, sic!), e c’è Iran,
Corea del Nord e Siria; nella lista, ovviamente non ufficiale, ci sarebbero tutti
gli stati del mondo che vanno a toccare gli interessi economici e/o energetici
degli Stati Uniti, e tra coloro ovviamente rientrano quelli che hanno avuto
bruttissima idea di passare dal dollaro all’euro: Irak (nel 2000), Corea del Nord
(2002), Venezuela (2000) e Iran (2002).
Proprio quest’ultimo è un paese membro dell’OPEC, e nel corso del 2002
(secondo le dichiarazioni di un membro della Commissione Parlamentare per
lo Sviluppo) ha iniziato ha convertire il 50% delle riserve della Banca Centrale
Iraniana da dollari a euro, e anche la Corea del Nord, agli inizi di dicembre
dello stesso anno, ha annunciato il passaggio alla valuta europea per i suoi
scambi commerciali.
Non è una strana coincidenza che i paesi che hanno iniziato a scegliere
l’euro al posto del dollaro sono diventati “l’Asse del Male”?
Avrete capito che non c’entra nulla la produzione di armi nucleari da parte
dell’Iran e della Corea del Nord, come d’altronde non centravano assolutamente
nulla le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein: sono solo scusanti
mediatiche per convincere il “gregge disorientato”, come lo chiama simpaticamente
Noam Chomsky. L’obiettivo è invece quello di bloccare con le “armi
della democrazia” USA: missili, bombe intelligenti, napalm e uranio impoverito,
ogni forma di comportamento che possa mettere a repentaglio l’allarmante
situazione economica statunitense, o che possa creare un precedente per altri
paesi (magari agli undici paesi membri dell’OPEC).
Guerra a parte, per comprendere l’origine di tutta questa gravosa situazione
bisogna tornare indietro nel tempo di quasi un secolo, per la precisione fino al
23 dicembre 1913, data questa della “Federal Reserve act”, e cioè della Legge
sulla “Riserva federale” che ha stabilito il nuovo sistema bancario nazionale
(assolutamente fraudolento) basato non più sull’oro ma sul niente. Questa è la
più grande truffa che sia mai stata fatta.
Tale legge ha infatti creato la banca centrale, la Federal Reserve (Banca privata
e non governativa nelle mani dei Burattinai), che ha un enorme potere,
quello di stampare carta-moneta. Da quel momento la Federal Reserve ha iniziato
a stampare moneta priva di controvalore, per cui carta-straccia, e non
e‘ più fermata.
Detto in parole povere: la banca privata chiamata Federal Reserve, ha stampato
dal 1913 montagne di dollari privi di valore che hanno inondato il mondo
intero. Tutti i vari paesi industrializzati e non, se li sono accaparrati - perché il
dollaro è la moneta di scambio principale - convertendo addirittura le proprie
riserve nazionali.
Morale: tutti i paesi del mondo hanno fatto riserva e incetta di questa carta straccia,
e oggi purtroppo per noi, è arrivato il momento di passare alla cassa!
Una delle soluzioni praticabili dai governi, per tentare di risolvere la crisi
economica o almeno limitarne i danni, sarebbe quella che fu messa in atto dal
presidente John F. Kennedy nel 1963 (esattamente 50 anni dopo la nascita
della Fed!). Con l’ordine esecutivo 11110 Kennedy dava al Ministero del
Tesoro (invece della FED) il potere di “emettere certificati sull’argento contro
qualsiasi riserva d’argento, argento o dollari d’argento normali che erano
Tesoro”. In pratica, per ogni oncia d’argento contenuta nei forzieri del Tesoro, il
governo poteva emettere nuova moneta; moneta con controvalore!
In tutto Kennedy fece stampare ben 4,3 miliardi di dollari (8600 miliardi
vecchie lire di allora), e questo stava per mettere fuori gioco la Federal
Reserve, perché permetteva al governo di pagare il debito, liberandolo dalla
stretta mortale della Banca centrale! Una cosa non da poco. Infatti qualche
mese dopo e nella città simbolo del denaro e del gioco d’azzardo (?), Kennedy
viene assassinato deliberatamente. Un avvertimento chiaro ai futuri presidenti
che avessero voluto estinguere il debito. E infatti, la prima cosa che fece il presidente
Lyndon fu proprio quella di ritirare tutte le monete emesse da Kennedy.
Monete che avevano una particolarità molto interessante: invece della scritta
“Federal Reserve Note”, che sta a indicare, ieri come oggi, la “proprietà privata”
dei soldi della Banca privata centrale, avevano la scritta: “United States
Note”, a sottolineare che i soldi erano di proprietà degli Stati Uniti e quindi dei
cittadini americani. Una bella differenza!
Viene da chiedersi a questo punto chi sia l’effettivo proprietario dell'euro.
Purtroppo nella moneta europea non compare la scritta: “Pagabili a vista
portatore”, per cui non sono nostri ma della Banca privata centrale europea,
BCE! L’euro quindi è una moneta valida solamente perché noi ne accettiamo il
valore nominale stampato sopra: un semplice numero, che non corrisponde
alcun controvalore di oro e/o argento! Quindi dal punto di vista teorico, le banche
in futuro potrebbero rifiutarsi di riconoscere e accettare questa moneta
proprio perché NON è pagabile al portatore.
Probabilmente non succederà mai, ma per non saper né leggere né scrivere,
è bene che ci prepariamo psicologicamente ad accettare nuove monete
prive di interessi (che creano solamente il debito) e molto lontane dalle banche.

articolo di U:B (stralci)
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