GLOBALIZZAZIONE :
IL SISTEMA IMPERIALE E’ ALLA FINE
- Il vento della globalizzazione
si è trasformato in tempesta,
ma il vero uragano deve ancora venire
-
- Con il titolo: Il marxismo-leninismo teoria scientifica del comunismo
e’ imminente l’uscita di un’antologia corposa degli scritti filosofici di
Lenin, Stalin e Politzer, con in appendice un breve Manuale di Economia
Politica.
Pubblichiamo qui la prefazione al volume del compagno Ubaldo Buttafava.
Tutte le organizzazioni e i singoli compagni sono pregati di comunicare alla
Redazione, con un certo sollecito il quantitativo richiesto.
Lo stesso dicasi per la 2° Edizione di Conversazioni con Molotov.
Concepita dal braintrust globale (il circolo esclusivo dei potenti della
Terra) la cosiddetta globalizzazione accompagnata dai gorgheggi di Madonna
e di Michael Jackson, i muezzin del nuovo disordine mondiale, sta imponendo
al mondo, ad ogni individuo, la Legge: to have lunch or be lunch di
mangiare o essere mangiati.
Introduciamo quest’opera di filosofia che raccoglie scritti di Lenin, Stalin
e Politzer con una riflessione -prima- sulla nuova civiltà, imposta ai
popoli dall’imperialismo con a capo il covo della Reazione mondiale gli
Stati Uniti d’America, perchè crediamo che la forza dei fatti confermi
l’attualità dell’ideologia e della teoria del proletariato il
marxismo-leninismo, la fine storica della proprietà capitalistica e la
maturità del comunismo.
L’aristocrazia del denaro, la timocrazia, non più minacciata dalla dittatura
del proletariato è impegnata alla costruzione della dittatura del mercato
mondiale.
Si tratta di un progetto politico realizzato con determinaziome e lucidità
da un turbo capitalismo che rende la politica uno spettacolo
dell’impotenza, mentre lo Stato democratico borghese perde ogni
legittimazione e conserva unicamente il suo ruolo repressivo militare e
poliziesco.
Volevamo la democrazia e abbiamo ottenuto il mercato dei titoli di rendita
(graffito polacco).
Il venti per cento più ricco di tutti gli stati controlla l’84,2 per cento
delle attività commerciali del mondo e possiede l’85,5 per cento di tutti i
depositi a risparmio nazionali.
360 miliardari dispongono di una ricchezza pari al totale dei beni posseduti
dalla metà della popolazione mondiale; questo non è globalizzazione.
Fin dal loro affermarsi come grande potenza gli USA hanno perseguito lo
scopo di dominare il mondo, mascherandosi dietro slogan sulla libertà, la
democrazia, la lotta contro il comunismo e così via. Questo è confermato
dalle centinaia di conflitti e golpe in cui Washington è stato artefice, con
milioni di morti. Altro che Paese culla della libertà e della democrazia.
L’imperialismo nord americano ha affermato esplicitamente che non permetterà
con tutti i mezzi, a nessuno, di minacciare la sua egemonia.
Ne è un esempio tra i tanti la sua politica di villaggio globale nel campo
alimentare, dei cereali, in cui mira ad essere l’unica potenza mondiale del
grano. Oggi, ogni anno, oltre 220 milioni di tonnellate di cereali vengono
esportati, di questi gli USA ne forniscono più della metà. Ma non solo, con
monopoli come la Monsanto vogliono imporrre i semi transgenetici che non
possono essere utilizzati per una semina ulteriore, così useranno anche il
ricatto alimentare per tenere sottomessi i popoli.
Infatti, la Cina capitalista che fino a qualche tempo fa era, per i cereali,
autosufficiente, ora importa ogni anno circa 40 milioni di tonnellate di
grano. Questo Paese e l’India stanno distruggendo immense coltivazioni per
imporre la barbarie dell’automobile (venti milioni di nuove vetture ogni
anno) e così facendo si mettono al collo il cappio del dollaro e diventano
un’ appendice del mercato imperialista. Un antichissimo detto cinese ricorda
che i reazionari sono degli stupidi perchè alzano una pietra che poi gli
ricadrà sui piedi.
La distruzione dei regimi riformisti, dei Krusciov e dei Teng Shiao ping,
del modello socialdemocratico europeo dei due terzi (cioè due su tre
lavorano) per affermare il principio del 20 / 80, cioè solo il 20% avrà
lavoro negli anni a venire; la caduta permanente e verticale del saggio
generale del profitto, mentre cresce la massa del plusvalore prodotto, il
dominio assoluto del capitale finanziario speculativo e parassitario che
annienta gli Stati, i Partiti, i Sindacati; l’egemonia dei complessi
militari- industriali, dei mass media transnazionali cosmopoliti e via
seguitando hanno messo il mondo intero nelle mani della criminalità legale
e illegale.
Persino il Governo della superpotenza USA e il FMI, in passato onnipotente,
e tutte le banche d’emissione dell’Europa si sottomettono al diktat della
forza maggiore dal potenziale distruttivo incalcolabile: al mercato
finanziario internazionale, che con la speculazione sulle monete e le bolle
finanziarie (nuova economia, immobili, etc.) sta desertificando il mondo e
liquidando il ceto medio.
Il mondo è nelle mani di questi ragazzi ebbe a dire il Direttore del FMI
(in coro con i 24 direttori esecutivi del Fondo) parlando degli oligarchi
del denaro; mentre l’ ex gran sacerdote del dio dei sionisti - il dollaro-
Alan Greenspan, capo della Federal Reserve, ammoniva che ogni ostacolo alla
libera circolazione del denaro ( della speculazione) minacciava la tendenza
globale verso l’economia di mercato e la democrazia. Il Presidente francese
socialista definì invece con meno cinismo la casta dei mercanti di valute
e dei titoli come l’AIDS dell’economia.
Ma sono proprio i politici di destra e di sinistra che hanno dato il via
libera al capitale finanziario globale, in quanto i Partiti delle
Istituzioni non intendono cambiare la realtà, ma gestire i processi creati
dalle forze dominanti, questo è ben dimostrato in Italia da 60 anni di
parlamentarismo.
Tutto ebbe inizio nei primi anni ‘70 con l’abolizione degli accordi di
Bretton Woods (New Hampshire - 1944) che stabilivano valori fissi per le
monete rispetto al dollaro, e di questa divisa con l’oro.
Questa decisione di Nixon era dettata anche dalla fine dell’economia
brezneviana, dalla voragine del debito USA (commerciale e interno - che oggi
ammonta a 180 mila miliardi di dollari - questo Paese è il più grande
debitore del mondo) creata per l’egemonia e per distruggere il Socialismo di
Lenin e Stalin.
Hanno distrutto il grande disegno di Spartaco, piegando e distruggendo il
Paese dei Soviet, illudendo e corrompendo le democrazie popolari. Ma questo
mondo è ormai alla fine, dominato da energumeni e parassiti senza dignità,
nascosti dietro il falso in Bilancio e i conti bancari off-shore,
infingardi che strisciano nelle località esotiche, prigionieri di meschini e
primordiali tormenti.
Il modo di produzione capitalistico ha esaurito ogni spinta propulsiva, il
Profitto e il nuovo Valore, in caduta verticale sono frutto solo dello
sfruttamento cannibalesco dei popoli, delle aggressioni militari orchestrate
dai governi democratici di Destra e di Sinistra, dei prezzi delle
materie prime imposti dai Monopoli transnazionali e dai loro generali
golpisti, sterminatori di etnie.
In tutto il mondo i capitalisti in crisi sono costretti ad abbassare i
salari nonostante il continuo aumento della produttività.
I giocolieri della Finanza illudono le masse facendogli credere che le
rivoluzioni tecnico-scientifiche siano generate dal capitalismo, per cui
questo Sistema sarebbe ancora vitale, la verità è l’esatto contrario, le
colossali e infinite rivoluzioni del sapere sono invece ostacolate e
deformate dalla logica del profitto che privilegia l’industria militare,
dell’automobile, ecc.
La globalizzazione è l’ultima spiaggia del Profitto, in via di estinzione,
dopo c’è la rivoluzione comunista.
E’ giunto il momento di contrapporre alla pratica globale dell’imperialismo,
la pratica globale della rivoluzione sociale. Sotto la direzione dell’
avanguardia politica, la lotta di classe deve investire tutte le realtà in
tutte le forme e a tutti i livelli, educando le masse alle lotte radicali,
questo impone la globalizzazione. La liquidazione dello Stato sociale, dei
diritti economici e normativi, del Diritto al lavoro, il crescente costo
della vita, la precarietà del lavoro,l’esosità degli affitti, le guerre
scatenate con la menzogna in ogni angolo del pianeta, sono un dato di fatto
irreversibile. La vita è per tutti una lotta feroce e disperata per la
sopravvivenza. I prìncipi della notte dominati da una sete insaziabile,
dal senso del possesso, vanno all’assalto di quel che resta del tesoro,
con guerre spietate dove non si fanno prigionieri,chi cade muore.
In questa fase terminale del regime non vi è più nulla di illegale, perchè
non vi sono più Leggi e come diceva quel capo indiano: Quando l’ultimo
albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume inquinato, l’ultimo pesce
pescato, gli uomini si renderanno conto che non si può mangiare il denaro.
Thomas Jefferson diceva che le Banche sono più pericolose degli eserciti,
così dicasi per le General Electric, Microsoft, Exxon, Wall Mart, Citygroup,
etc., etc.
La globalizzazione americana è il più grande progetto di deregolamentazione
della storia economica, è un killer - capitalism che si fonda inoltre
sulla liberalizzazione e la privatizzazione. In questa situazione gli
scioperi legali e pacifici, persino quando si protraggono per anni e sono
sostenuti da manifestazioni e campagne di protesta, non riescono più ad
imporre un reale aumento dei salari e degli stipendi.
Un esodo, un grande esodo, sta martoriando i popoli, distruggendo splendide
culture nazionali, inquinando le coscienze, per imporre modi di pensare, di
vestire, di consumare, mercificando sentimenti, sesso, etica. Dicono che
siamo liberi e tutti siamo Nike, Puma, Nokia, etc., tutti mangiamo Barilla,
beviamo Coca Cola, etc.
Dov’è la libertà ? Ci dicono (da 50 anni) che il comunismo è morto, ma chi
è l’assassino ?, si nasconde forse a Washington o in Vaticano, o nella
sifilide trotzkjista?
Non è stato il socialismo di Lenin e Stalin ad essere sconfitto, ma
l’opportunismo riformista e nazionalista; non è stato il pensiero di Gramsci
a liquidare la rivoluzione in Italia, ma il togliattismo. Sono stati gli
eredi della II° Internazionale revisionista, da sempre infiltrati nel
movimento operaio, a sostenere la teoria che il comunismo sarebbe il frutto
graduale dello sviluppo pacifico solo delle forze della produzione, che il
problema era unicamente di competere con il modello economico e sociale
capitalistico.
Ma l’abolizione delle classi, delle differenze sociali, non si ottengono
attraverso l’estinzione della lotta di classe ma attraverso il suo
rafforzamento - raccomandava Stalin. Per realizzare il vero comunismo, il
proletariato deve demolire tutte le relazioni sociali che corrispondono ai
rapporti di produzione capitalistici, per il sovvertimento di tutte le idee
che germogliano da queste relazioni sociali.
Se questo non viene fatto la dittatura del proletariato viene rovesciata
anche se giuridicamente fabbriche, terre e immobili sono del popolo.
E Dio mi disse: George, invadi l’Iraq, questo ha dichiarato il Presidente
USA ad una delegazione palestinese ai primi di Ottobre 2005. Che dire di un
simile pensiero? E’ una bella domanda.
Il comunismo sarebbe morto, il marxismo-leninismo cancellato come i
geroglifici inneggianti ad Akhenaton , mentre la Storia la deformano i
vincitori e la ribalta è occupata da campioni dell’etica come Wolfowitz,
Cheney, Rumsfeld, Tony Blair, Berlusconi, Sharon, Putin, D’ Alema, etc.,
etc.
C’è chi dice che la Storia è finita, che le ideologie sono morte (anche
quella capitalistica ?); e chi, come il boys della hitlerjugend, che vuole
riportarci alla teoria della creazione e ci minaccia con l’inferno.
Le classi sfruttatrici cercano anche sul terreno ideologico di fermare la
Storia e si aggrappano appunto alla religione, alla negazione di ogni
concezione scientifica dello sviluppo, al razzismo e al fascismo. Il loro
Dio (dai tempi dei tempi) gli consiglia di sterminare 150 mila civili
iracheni, un milione di vietnamiti, 30 mila argentini e cileni. Sono loro
che ci hanno salvato dal comunismo e portati a questo mondo.
Mai come ora la globalizzazione ha coinciso con la negazione di ogni
attività progressiva nella sfera delle scienze sociali; persino quelle
correnti di pensiero che durante la lotta al leninismo avevano svolto in
filosofia ( e anche in economia politica) un lavoro ostile ma ponderoso, ora
sono liquidate per creare cervelli mercificati funzionali al mercato.
Così, come diceva il filosofo Bacone, gli scienziati trasformano l’impotenza
della loro scienza in una calunnia contro la natura.
La fine del lavoro, dell’ecosistema, di intere etnie e della loro lingua e
cultura, di ogni sviluppo delle scienze che non servono ai monopoli
trasnazionali delle armi e del petrolio ci porta al pensiero unico delle
oligarchie e alla tesi divenuta senso comune che questo mondo è l’unico
possibile, il resto è utopia.
Bush, Fassino, ecc. riscoprono Dio e la dogmatica, Bertinotti la metafisica
divina, arrivando così a negare di fatto il materialismo, cioè la concezione
che la materia è la categoria filosofica atta a indicare la realtà
oggettiva, che è data all’uomo nelle sue senzazioni, che viene copiata,
fotografata e riflessa dalle nostre senzazioni esistendo indipendentemente
da esse.
Che il pensiero è una forma della materia come la luce e l’energia.
Tutte le cariatidi del vecchio mondo negando il cambiamento rivoluzionario
della realtà hanno seppellito il marxismo-leninismo, la dialettica marxista
come scienza delle Leggi più generali dello sviluppo della natura, della
società umana e del pensiero.
I vecchi e nuovi socialdemocratici europei sono acerrimi e dichiarati nemici
del comunismo e quindi del materialismo dialettico e storico che
costituiscono la base teorica della nuova società e del partito dei
rivoluzionari.
Così Stalin indicava i quattro tratti essenziali
della dialettica:
1) Nesso generale e interdipendenza dei fenomeni
2) Movimenti e cambiamenti
3) Passaggio da cambiamenti quantitativi in qualitativi
4) Sviluppo come lotta degli opposti.
Questa concezione dialettica della realtà che cambia eternamente è
fondamentale per la militanza dei comunisti, in quanto la sovrastruttura
politica è una forza eccezionalmente attiva.
I reazionari come Ratzinger e annesso Sacro Collegio sono in trincea
contro ogni forma di progresso,per questo sono contro il principio che: non
vi è nulla di assoluto ma è tutto relativo.
Per costoro il mondo è un ammasso caotico e casuale e perciò negano ogni
validità alle Leggi scientifiche, al principio che una Legge è il legame
interno e necessario fra due fenomeni.
Nel pensiero di tendenza imperialista l’apologia della barbarie (nei
racconti e nei films), la critica delle conquiste della cultura umana, il
ritorno a costumi selvaggi, diventano idee dominanti. Con la banda del
Pentagono torna di moda la teoria dell’eterno ritorno di F. Nietzsche che
afferma che nella società e nella natura non esiste alcuna legge che possa
far supporre un progresso, uno sviluppo ascendente. Il mondo, secondo
questa filosofia, è un caos, privo di qualsiasi tendenza obiettiva, in esso
domina soltanto la forza, chi è il più forte è il padrone.
Lenin scriveva che milioni di uomini non vanno alla rivoluzione dietro un
ordine, ma quando si manifesta un bisogno imperioso, quando il popolo si
trova in una situazione impossibile.
Oggi tutto il mondo è in questa situazione, pur con sviluppi diversi e
ineguali, e se noi siamo stati sconfitti non rimane altro che ricominciare
da capo.
E’ per opporci ai signori del denaro e della guerra, del razzismo e
dell’oscurantismo, per continuare a costruire le nuove leve della
rivoluzione sociale che pubblichiamo questa opera che raccoglie oltre agli
scritti filosofici di eminenti comunisti, anche un breve saggio di economia
politica.
Siamo certi che come le altre nostre iniziative editoriali questa avrà un
grande successo con migliaia di lettori.
Ubaldo Buttafava
Il vile muore molte volte in vita sua,
il prode muore, quell’unica volta
(W. Shakespeare)
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