Attualità occultata

Freudismo o marxismo?
di Ubaldo Buttafava

 

 

In un'epoca di declino del pensiero, assurgono a verità, orrende, tesi "escrementate" dai trionfanti profeti della violenza, del furto, della truffa e dell'odio verso l'altro. Così vanno i cicli della Storia, il sonno della Ragione -sappiamo- scatena mostri; i trionfi della lotta sociale, della scienza e della tecnologia, ci hanno donato, in un respiro, millenni di progresso, ma la sosta che ci siamo dati negli ultimi decenni ha liberato di nuovo gli energumeni del passato, nella forma della farsa; ci ha disarmato.
Mentre viene fatto santo Padre Pio e siamo informati del ritorno del Diavolo, continuano le esequie del freudismo e del marxismo. Lasciamo ai necrofili il loro mestiere. Ci sembra utile invece una schematica riflessione su queste due concezioni, nelle loro connessioni ed evoluzioni. Soprattutto di fronte alla devastante e generale crisi economica della "società dei consumi" e al trionfante edonismo, fondamento del "valore aggiunto". La psicanalisi freudiana come teoria terapeutica spiega com'è noto il sorgere di una serie di malattie mentali e nevrosi in rapporto alla vita sessuale degli individui. Tutta una serie di patologie del comportamento derivano da innumerevoli forme di repressione degli impulsi sessuali (della libido). La società tardo capitalistica MENTE in modo ipocrita quando afferma la fine del freudismo; la verità è invece che assistiamo al trionfo di questa teoria, con la colossale mercificazione, attraverso il messaggio sessuale sublimato, cioè trasferito all'auto, al gelato, al tonno, ecc. Consumiamo per fare sesso, per soddisfare il nostro autoerotismo, il narcisismo mai sopito, perchè se no? Viviamo per sembrare quello che non siamo, come schizofrenici siamo due realtà, ci adattiamo ( "il principio della realtà "). Da qui ad esempio il turismo erotico. Le classi dominanti sono sempre state consapevoli del ruolo della coscienza e del subcosciente, del loro conflitto. La Chiesa si è assunta il compito repressivo attraverso la coscienza (religiosa). I commercianti hanno sempre fatto attenzione al subcosciente per meglio vendere le loro merci. Che dire poi della famiglia cristiano-giudaica patriarcale, dei suoi meccanismi; di questa cellula fondamentale del consumismo, che moltiplica per milioni, le automobili, le cucine, ecc., ecc.
Il biologismo di Freud, che lo porta all'idealismo soggettivo, è il fondamento dell'ideologia capitalistica; come non ricordare il monologo del film "Quinto potere": " non esistono classi, stati, ecc....Lei ha osato interferire con le primordiali forze della natura ", cioè con le pulsioni fisiologiche. Dunque il freudismo è una teoria (seppur non esauriente) utile per la spiegazione della condotta del nevropatico; per lo studio della vita sessuale e della sua parziale influenza, sul comportamento dell'individuo nella società (coscienza) e -come già detto- nel subcosciente. Uno sguardo superficiale alla pubblicità, una riflessione sugli eroi degli stadi, sul ruolo dell'estetica, ecc., ecc., nella nostra società, dimostrano che, mentre la borghesia conserva per sè il dominio del "verbo", del sapere, dello "spirito santo", del denaro come Capitale, impone alle masse di vivere nel biologico. Anzi, la propaganda, in ogni sua sottile forma, inculca l'ideologia dell'alienazione. Non contiamo nulla nelle decisioni politiche, nella sfera economica; siamo esclusi a milioni dal sapere, ma "siamo", ci "realizziamo" nel consumo, nell'apparire, nell'espletare le ovvie funzioni biologiche. Pertanto il freudismo è vivo e vegeto, e ne fa pesante uso il Sistema della merce. Ma se è utile al Capitale, è ostile al proletariato che ne subisce il dominio. In sintesi, vediamo alcune differenze di fondo fra il freudismo e il marxismo quale concezione rivoluzionaria. Se la psicanalisi ha rappresentato una rivoluzione rispetto all' ideologia feudale, specie religiosa., lo stesso non si può dire nei confronti della psicologia e psichiatria scientifiche del tempo di Freud, per non dire in seguito.Il limite di Freud è ideologico, egli resta sul terreno dell' idealismo soggettivo, del positivismo. Per lui il mondo subcosciente del soggetto non è un prodotto storico della società, del percorso dell' individuo, ma un "sistema" eterno, determinato unicamente dalle pulsioni sessuali. Per lo scienziato di Friburgo non è la sfera della produzione (e della sovrastruttura sociale) che determina, interagisce, interferisce, impedisce la normale vita sessuale. Per Freud tutta la società, i suoi comportamenti, il suo sviluppo, sono determinati, dalle pulsioni libidiche; l' universo sociale è unicamente biologico, in ciò sta il suo limite e la sua presunzione. E' un fenomeno che si registra spesso in diversi scienziati, quello di trasferire le loro specifiche conclusioni generali, a tutto il sapere, alle altre discipline. E' tipico nella Fisica, nella Sociologia,ecc. Freud estese quindi le sue conclusioni psicanalitiche alla psicologia collettiva. Secondo lui la condotta umana non va oltre lo spirito di conservazione e tutte le attività si spiegano con il ruolo della forza principale erotica sublimata nei vari campi. Per i marxisti è l' attività economica (produttiva) che consente l' esistenza e la riproduzione (sessualità), e tutte le altre espressioni umane, sono funzionali agli interessi delle classi sociali,ecc. Il limite di Freud rispetto a Marx è dimostrabile rispetto alla teoria della violenza, al Complesso di Edipo, ecc. La violenza per i marxisti è una forma per imporre il proprio potere economico, o per combatterlo, non è un fenomeno circoscritto alla sessualità. Che dire poi del Complesso edipico e della famiglia, per quelle tribù che non conoscono il concetto di padre (Oceania), o gli Irokesi che vivevano in decine di nuclei in un' unica grande capanna circolare? Se è vero che l' omosessualità è una forma di autoerotismo, di sublimazione (trasferimento) nell' altro della propria sessualità, che l' omosessuale vive nell' altro, con l' altro, il proprio narcisismo, è evidente che Freud nella sua critica da per scontata ed eterna la famiglia delle civiltà occidentali, fondate sull' egemonia della figura maschile, espressione della proprietà. Per Marx l' uomo attraverso il lavoro, si trasforma (si crea), per Freud invece no, il subcosciente (che contiene gli eterni impulsi sessuali) è il solo e determinante fattore che motiva e spiega la dinamica della vita. Nella concezione psicanalitica esposta in particolare nell' opera "Totem e tabù" emergono molte contraddizioni. Ad esempio si afferma che la libido ha il suo fondamento nella fisiologia, ma poi di fatto la studia come fenomeno puramente psichico. Ed anche tesi curiose e fantasiose secondo le quali il potere dei capi sfruttatori poggia non sul possesso dei mezzi di produzione, ma sull' attaccamento sessuale nutrito dai sudditi nei confronti del capo. Colney, allievo di Freud, considerava il Comunismo come l' aspirazione a tornare nel grembo materno. Il freudismo non ha quindi nulla in comune con il marxismo, il primo è metafisico e conservatore, il secondo è storico e rivoluzionario. Per Marx è la lotta di classe e per la produzione la forza motrice, per Freud non c' è evoluzione e tutto emana dal subcosciente.
 
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