APPUNTI DELLA STORIA
DEL MOVIMENTO COMUNISTA
(MARXISTA - LENINISTA)
Intervista al compagno Ubaldo Buttafava
(terza parte)
Hai parlato del vuoto generazionale a proposito dei nostri limiti, motivandolo con il ruolo che per decenni hanno svolto il krusciovismo e il togliattismo. E il terrorismo che ruolo ha avuto?
Il terrorismo ha solo lambito il movimento operaio, toccando solo pochi isolati giovani nel nord.
E’ una grossolana falsità che sia accaduto il contrario, essa serve ai poteri forti per nascondere innominabili responsabilità degli USA e della Destra democristiana.
Durante l’affaire Moro le sedicenti BR erano in piena crisi e andavano raccattando di tutto.
Via Fani è stata un’operazione di alta tecnica militare, con killer professionisti e un grosso supporto “logistico”.....
Il terrorismo è servito a decapitare il grande movimento giovanile sorto con il ‘68, sull’onda della lotta del Viet Nam, con l’attrazione che esercitava la Cina di Mao, con la mobilitazione contro lo stragismo (Piazza Fontana, ecc.) ordito dalla NATO e dai cosiddetti Servizi deviati da essa dipendenti.
Il terrorismo ha fermato l’ascesa al potere del PCI.
Certo, è quello che voleva Kissinger, i terroristi (uno sparuto gruppetto) non speravano certo che da via Fani scaturisse la rivoluzione, ne è credibile che questi sedicenti “rivoluzionari” che dicevano di voler abbattere lo Stato, tenessero poi al suo riconoscimento, questa è una macabra balla, una contraddizione pacchiana.
Il “compromesso storico” esistendo l’URSS, non era praticabile.
Sul terreno politico e sociale a cosa è servito e serve il terrorismo?
Come il terrorismo del sodale della CIA Osama Bin Laden, è servito a tagliare le gambe ad ogni prospettiva di cambio radicale, a far rifluire le lotte operaie nell’alveo istituzionale.
Non era un caso che i fascisti non erano nel “mirino” delle cosiddette BR e che gli attentati avvenissero spesso in coincidenza delle lotte operaie.
Come giudichi l’atteggiamento della Sinistra ufficiale, rispetto al terrorismo.
Come oggi, con la questione della guerra, la “Sinistra” tiene il piede in due scarpe.
Il PCI sapeva perfettamente chi c’era dietro e dentro i terroristi, e se da un lato difendeva lo spazio democratico-borghese, dall’altro alimentava l’idea che i terroristi fossero autentici estremisti pericolosi per il movimento operaio.
Sostenere che fuori dal PCI non c’erano che le “BR” impediva lo sviluppo di una reale alternativa al togliattismo e non creava pericoli per il potere borghese. Anche oggi il Ministero degli Interni alimenta questa favola.
Ma gli estremisti esistono.
Certo, è una malattia infantile della piccola borghesia, ed è manipolata dal Potere di destra e di “Sinistra”. Ma chiedo, quanti strani personaggi, fascisti e terroristi, sono circolati e circolano per “indirizzare” al tempo e al luogo, questi individui?
Negare il ruolo delle masse, della politica e teorizzare le “azioni esemplari”, la pratica di isolati gruppi è reazionario e va contro la lotta di classe. Il Potere ha bisogno di “scremare” periodicamente il movimento antagonista, a questo servono certi figuri che la fanno sempre franca e alimentano il fenomeno.
Quindi il terrorismo danneggia la lotta di classe e dei popoli.
Certamente, quanti giovani sono stati “bruciati”, si sono chiusi nel privato, sono finiti nell’ex PCI, o addirittura nel pacifismo cattolico e nelle filosofie esistenzialiste ed orientali.
Fra il potere e il riformismo c’è una divisione di ruoli, oggi si usa lo spauracchio della “morte del comunismo”, dei “crimini di Stalin” per paralizzare il Movimento.
Una classe a cui viene negata una sua ideologia, una prospettiva ideale è condannata all’eterna sottomissione al Sistema della proprietà e del profitto.
Ad accettare la “flessibilità sostenibile”, a dare il suo consenso alle “guerre umanitarie di pace”, a credere che Kennedy, Luter King, Moro e l’11 Settembre siano crimini di altri e non della classe dominante. Già Nerone accusò i cristiani per l’incendio di Roma che lui aveva appiccato; è un metodo vecchio.
Pare di capire che le “BR” e altri gruppetti erano eterodiretti.
Non si può parlare di “BR” (leggi Brigate Riservate) come di un unicum.
Per restare sul generico possiamo parlare di “BR” della prima ora: Feltrinelli e poi Triveneto (Nato e ambienti “vicini” alla Destra DC), con obiettivi ancora limitati. Poi con il mutare del quadro politico nazionale il terrorismo fu funzionale alla situazione internazionale. C’ era di tutto, e più cresceva l’ impotenza, più aumentavano le “compromissioni” e gli avventurismi sporchi...
(http://italy.indymedia.org/news/2004/04/533114.php)